lunedì 20 febbraio 2017

Irlandando 2017: English market di Cork e Kinsale



I mercati sono il cuore pulsante delle città. Nascondono piccole fortune e grandi soprese a chi è capace di perdersi tra i banchi e lasciarsi guidare dal proprio olfatto.
I mercati sono un concentrato di varia umanità e accolgono clienti delle più disparate classi sociali.
I mercati sono un esperimento sociologico, non c'e' dubbio. Un calderone di voci urlanti e angoli discreti. Il cibo ha tutto un altro sapore, acquista la dignità perduta nei grandi centri commerciali. Diventa cultura mescolandosi con il venditore e l'acquirente che chiede informazioni e cerca di tirare sul prezzo. Nei mercati si odora prima di comprare, si palpa, si assaggia. Si percorrono chilometri a piedi facendo sempre lo stesso giro, perchè ad ogni passaggio avviene una nuova scoperta. In alcuni mercati si mangia su sgabelli più o meno comodi, immersi in un'isola nella quale i cinque sensi ballano continuamente. Sono luoghi stimolanti. Portatemi in un mercato e mi farete felice.

L'English market è uno dei miei preferiti. Pur non essendo un carnivoro devo ammettere che per gli amanti della ciccia è una gran bel vedere. L'Irlanda è povera di vegetali ed è costretta ad importare da tutto il mondo, ma in quanto a carne e alcuni tipi di pesce allora chapeau. I pascoli immensi e ricchi di erba fresca consentono di produrre carni eccellenti, tra cui il famoso Angus Irlandese. Camminando per i banchi ci si accorge della qualità della carne soprattutto dal colore, ma da come viene presentata e manipolata da esperti macellai. I banchi del pesce sono ricchi di salmone e di pesci dell'oceano. A me il salmone basta e avanza. Dimenticatevi quello che mangiate a Natale o che trovate nei supermercati nostrani. Questa è tutta un'altra storia. E se venite a Cork, invece dei soliti souvenir comprate del salmone per i vostri amici, li renderete persone felici. Nell'English Market si mangia, e anche molto bene. E si spende poco. Consiglio sempre la zuppa del giorno, preparata fresca quotidianamente e diversa ogni volta. Accompagnatela con del pane appena sfornato e del burro salato, non ve ne pentirete.
Se amate i viaggi e la cucina come me, non potete perdervi assolutamente questo posto!
E grazie a Daniela (la mia guida speciale e personale) che me l'ha fatto conoscere.

Kinsale è una cittadina di mare a un'ora circa d'auto da Cork. Ci sono stato due volte. La prima, per una passeggiata, una visita alle case colorate e un pranzo da Dino's. La seconda, per pranzare direttamente da Dino's. Fino ad ora, il miglior fish and chips mai mangiato. Le porzioni sono abbondanti, i prezzi assolutamente in linea con la qualità dei piatti e il locale è molto carino. Anche il servizio è impeccabile e il personale gentile. Non è un posto turistico per fortuna e il menù non presenta una grande varietà di piatti. Oltre al fish and chips, vi consiglio la fish cake e la chowder soup, a dir poco gustosissima! Se siete nelle vicinanze non lasciatevi scappare un pranzetto in questo delizioso ristorante sul mare!
























giovedì 9 febbraio 2017

Irlandando 2017: io viaggio da solo





Almeno una volta nella vita fate un viaggio in solitaria. Non importa che andiate lontano, che siate sposati o single, che abbiate bisogno di allontanarvi o che viviate una bella vita. Fatelo e basta. Non abbiate paura di prendere un treno, un aereo o una nave o di non conoscere la lingua del paese che visiterete. Il mondo è pieno di persone come voi. Vi aiuterà tantissimo. Che sia un week end o una settimana, un viaggio culturale o di puro divertimento, partite. Lasciatevi alle spalle per un momento la famiglia,i figli, gli amici, la piccola o grande città che conoscete a menadito. Mettete da parte gli aperitivi, le cene e i bar nei quali ordinate il solito. Cambiate strada. Tornerete cambiati, arricchiti e stupiti. Vi sentirete più forti, più indipendenti e meno bisognosi degli altri. Non per egoismo o altro, solo per amor proprio. Riscoprirete la vostra individualità persa chissà quale giorno e in quale vicolo della città in cui avete sempre abitato. Acquisterete maggiore fiducia nelle persone e sarete meno diffidenti dell'altrui aiuto, quello disinteressato. Perdetevi nella nuova città, nei suoi vicoli, camminate senza una meta. Le guide turistiche, si quelle sono importanti fino ad un certo punto. Non ci sarà nessuna guida o mappa che vi mostrerà il luogo dove andare per ritrovare voi stessi. Girate per i mercati, assaggiate il cibo, passeggiate per ore senza una meta. Spegnete lo smartphone, disconnettetevi dal mondo virtuale, fate incetta di cultura locale. Prendete i mezzi, usate le gambe, chiedete un passaggio, mischiatevi tra la gente. In questo modo vi allontanerete per guardare meglio da vicino. Non è una contraddizione, riuscirete solo a mettere meglio a fuoco la vostra vita di tutti giorni. Cambierete, in meglio. Riuscirete a vedere le cose con occhio diverso, non perchè siano oggettivamente cambiate, ma perchè il vostro punto di vista sarà mutato. La vostra mente rigenerata da nuovo ossigeno vi aiuterà ad affrontare meglio il quotidiano. E poi vi verrà voglia di partire ancora, magari in compagnia. Fatelo, ne varrà la pena. Davvero!

mercoledì 14 dicembre 2016

Burger Bar Cargo: un angolo (anzi, un container) a stelle e strisce a Salerno



Finalmente ci siamo. Un hamburger come si deve! E che scelta! In pieno centro a Salerno, un insolito container (si proprio quelli che vediamo nei porti), come se fosse precipitato dal cielo, sgomita tra i negozi tradizionali, con le solite vetrine. E questa trovata sicuramente riesce a catturare l'attenzione dei passanti. Ma, tutto fumo e niente arrosto oppure la sostanza va a braccetto con la forma? Ero un pò scettico sinceramente, ma la mano di uno dei proprietari si vede. Solo chi vive e visita certi posti può importare la vera cucina. E la contaminazione con la materia prima italiana è stata davvero una scelta azzeccata. L'hamburger puo' essere composto a piacimento  (come la variegata scelta di tipologia di panino), sia come grammatura che come carne, che spazia dal black angus, alla chianina, passando per il bufalo e concludendo con il  vegetariano. Per non parlare di una quantità considerevole di salse, verdure, formaggi e insalate. Ottime le patate fritte e servizio simpatico e veloce. Per il resto, potrete scegliere tra insalate, carne alla brace e anche cucina messicana. I prezzi? Davvero convenienti. Bravi, avete fatto centro!
ps. il caffè? davvero buono!
Il viaggiatore.


www.burgerbaritalia.com

Corso Vittorio Emanuele, 82 - Salerno




martedì 29 novembre 2016

Ristorante Dionysos, dove la passione è di casa




Domenico è un ragazzone sorridente e appassionato. Un passato da autotrasportatore gli ha permesso di girare in lungo e largo il Cilento e conoscere tutte le eccellenze locali. Poi si è letteralmente buttato in quest'avventura e ci sta mettendo anima e corpo. Un locale anonimo in una strada a scorrimento veloce. E poi quello che non ti aspetti. Una vetrina di prodotti locali diligentemente sistemati, un forno a legna non ancora caldo e profumo di casa. E poi, lui, ad accoglierti con un sorriso sincero, il primo biglietto da visita di un viaggio culinario che ha lasciato il segno. Domenico è chiacchierone, ma dice cose importanti. Parla della sua terra, della valorizzazione dei prodotti tipici, suggerisce di bucare montagne e ristrutturare ponti per favorire lo scambio e velocizzare gli spostamenti. E' un ingegnere del gusto. E' consapevole e preparato. A tratti, simpaticamente logorroico. La sua cucina è spontanea e sincera. E' quella di casa, della mamma, della nonna. Abbonda nelle porzioni perchè, come tutti i meridionali, esige che ti alzi da tavola sazio come il giorno di Natale. E' il suo modo per dare amore. Ti riempie la tavola di ogni ben di Dio. Ti parla delle alici di menaica, del fico bianco del cilento, dell'uva rossa, del pane cotto a legna e della mozzarella con foglie di mirto. Non sbaglia un colpo. I suoi occhi brillano. Ha passione. Quella che tutti vorremmo vedere nei ristoratori. Passione e conoscenza. Minestre di legumi, patate fritte alla cilentana, tagliere di affettati e formaggi, zucca con pecorino, fagioli cannellini e vino rosso cilentano. E pane e focaccia caldi. Il prezzo? Ridicolo. Vale assolutamente la pena fare un viaggio culinario a tavola di Domenico, un viaggio pieno di amore, passione e conoscenza.

via Magna Grecia 472
Loc. Borgonuovo
Capaccio Paestum
Tel. 3402494588





lunedì 21 marzo 2016

"Metempsicosi di un cuoco", il libro

Erano mesi che non pubblicavo. Mesi particolari. Ho scritto un libro e l'ho pubblicato. Spero vi piaccia, al momento è solo in formato ebook, magari tra un po' uscirà il cartaceo...buona lettura a tutti!
Ecco il link:

https://sell.streetlib.com/book/metempsicosi-di-un-cuoco-sergio-saviello


mercoledì 23 settembre 2015

Pizzoccheri con broccoli al vapore - vegan gluten free


Piatto semplice, povero, economico, ma gustosissimo e pieno di energia. I pizzoccheri sono un tipo di pasta realizzata con il grano saraceno (che grano vero e proprio non è) e quindi adatti anche a chi ha problemi di celiachia. La cottura al vapore (una vaporiera di bambù costa sui dieci euro) permette di mantenere pressoché inalterate le proprietà organolettiche della verdura che non perderà i sali minerali, le vitamine e il gusto.

Ingredienti per quattro persone:

320 gr. di pizzoccheri (li trovate facilmente nei grandi supermercati e costano davvero poco)
2 broccoli di media dimensione
olio evo qb
sale qb
pepe a scelta
peperoncino a scelta

Preparazione:

Lavate i broccoli e poneteli nella vaporiera. Riempite una pentola di acqua, poggiateci la vaporiera e portate ad ebollizione. Dopo circa quindici minuti i broccoli saranno teneri da sfaldarsi facilmente con la forchetta (potete usare anche un minipimer). Conditeli come più vi piace: io ho messo olio a crudo, pochissimo sale, pepe e peperoncino (potete usare anche pomodori secchi, acciughe ecc. ecc.). Nella stessa acqua fate cuocere la pasta e una volta al dente mescolatela con la verdura. Un piatto davvero semplice, ma molto economico e davvero salutare. Buon appetito!

mercoledì 16 settembre 2015

Frittata di pasta in padella: non tradisce mai!


Frittata di pasta, pizza di maccheroni, pizza di spaghetti, ecc. ecc. Come la si voglia chiamare è sempre un grandissimo evergreen, soprattutto per noi meridionali. Ci ha fatto compagnia nelle gite a scuola, nei picnic in famiglia e nelle famose pasquette. Non avendo un rigido "disciplinare", può essere usata come un vero e proprio svuota frigo (tipo il gateau di patate), anche se a me piace semplice e con sapori netti che si distinguano bene. Può essere realizzata al sugo di pomodoro o in bianco, anche con diversi tipi di pasta, perchè no!

Ingredienti per una frittata in una padella da 24 cm circa.

800 gr. di spaghetti
3 uova intere
salame qb
formaggio a piacere qb
pepe qb
sale qb
olio evo qb

Preparazione.

E' vero, ci sono tanti "quanto basta", dipende solo da voi, dai gusti e dalla quantità di ingredienti che desiderate apprezzare nella frittata. Potete modificarli a piacimento sia in quantità, che diversificando, ad esempio, gli insaccati o i formaggi.
Portate ad ebollizione una pentola con abbondante acqua salata e fate cuocere gli spaghetti fino a che non siano al dente. Scolateli e riponeteli in un recipiente aggiungendo un filo d'olio affinché non si attacchino. Aggiungete le uova e gli altri ingredienti, andando a mescolare per bene con le mani. Riscaldate una padella antiaderente e ungetela con dell'olio. Versate gli spaghetti e appiattiteli con un mestolo. Fate cuocere più o meno sette, otto minuti per lato andando a controllare ogni tanto che non si bruci. L'operazione più difficile è sicuramente quella di girare la frittata e farla cuocere dall'altro lato. Armatevi di forza e pazienza (perchè peserà tanto) e aiutandovi con un coperchio molto ampio la rovesciate, per poi farla scivolare di nuovo sulla padella. Può essere mangiata calda, tiepida e fredda, quindi, a voi la scelta. Buon appetito!

lunedì 14 settembre 2015

Firenze, Ristorante pescheria San Pietro: solo una giornata storta?



L'intenzione è delle migliori, per carità. Apprezzo lo sforzo per l'ambiente curato nei minimi particolari, per la cuoca messa in vetrina a realizzare a mano pasta fresca e, soprattutto (ottima scelta di marketing) di dare il nome di una pescheria ad un ristorante. Ci sono cascato anche io. Mi aspettavo davvero di mangiar bene e spero solo di essere incappati in una giornata storta. Lo spero, ma penso di no, a giudicare dalla materia prima. Ordinati due primi, una birra weiss e una bottiglia di acqua naturale (2,50 euro per un'anonima caraffa d'acqua). Tagliolini alle vongole: sarebbe stato più onesto scrivere ai "lupini" (le vongole sono un' altra cosa). Salati, secchi e senza sapore di mare (il pesce fresco è altro). Strozzapreti allo scoglio. Vero, la pasta è fatta in casa, ma male. Idem come i tagliolini. Quando ordino un piatto di mare mi aspetto di sentire dapprima il profumo, poi il sapore, di essere coinvolto in un'esperienza culinaria di un certo tipo. I due gamberi presenti nel piatto (scoglio?) erano secchi. Capisco che preparino i sughi in precedenza (e non si dovrebbe) ma almeno un tentativo di risottare la pasta andrebbe fatto. Il personale è gentile ma le porzioni sono davvero misere, nel senso anche della quantità (sfido chiunque a dirmi il contrario). Per non parlare del coperto: tre euro di coperto senza neanche avere il pane in tavola. Per me la passione e l'amore per la cucina è altro. Questo è marketing freddo e senza cuore, uno specchietto per le allodole. Semplicemente non ci tornerò.

Lucca: Local food market, non ci siamo, peccato!


Mi dispiace quando devo scrivere una recensione negativa. Cercherò di argomentarla al meglio per far capire che non do un voto scarso per partito preso. La premessa è ottima. Bellissima location, mercato interno e tavolini all'aperto in un discreto silenzio. Insomma, una bella atmosfera. Forno a legna: la cosa mi fa pregustare un'ottima pizza visto che si parla di slow food, prodotti bio ecc. ecc. Ordino una Elisa con acciughe, in pratica una marinara: pomodoro, aglio, acciughe. 1) La pizza era unta, molto unta: sarà perché il pomodoro era stato troppo condito o le acciughe non erano state scolate per bene, ma l'olio colava dovunque. 2) Parecchie macchie di bruciatura sul fondo, ergo il forno non era pulito. 3) Quando la si mordeva faceva fatica a staccarsi, non era morbida ma tenace, ossia la fase di maturazione e lievitazione non erano state rispettate. Il caffè era davvero orribile, per educazione e rispetto non abbiamo fatto presente che era una brodaglia. Semplicemente non ci torneremo più. Peccato, basterebbe poco per rendere questo posto davvero eccezionale. Magari cambiando pizzaiolo e caffè.

mercoledì 5 agosto 2015

Latte di mandorla fatto in casa


Adoro le mandorle. Sono un meraviglioso alimento per il nostro benessere e andrebbero consumate più spesso. In cucina possiamo apprezzarle in diversi modi e preparazioni. Uno di questi è il latte. In Sicilia vendono dei panetti compressi da sciogliere in acqua, mentre al supermercato troviamo un concentrato troppo zuccherino sempre da sciogliere e del latte già pronto. Il problema è duplice: è costoso e non proprio sanissimo. La percentuale di mandorla contenuta è davvero scarsa e poi troviamo altre sostanze in aggiunta come gli aromi artificiali che aiutano a rendere più piacevole il sapore. Allora la soluzione migliore è quello di prepararselo a casa. Il costo è contenuto, sappiamo cosa beviamo e lo zuccheriamo a piacere. Tra i vari utilizzi vi consiglio di provare a farvi un cappuccino, è davvero squisito.

Ingredienti per 1 litro di latte di mandorla:

1 litro di acqua
100 gr. di mandorle con la pellicina
miele, agave, zucchero mascobado a piacimento
1 canovaccio bianco pulito e non profumato

Preparazione:

in un frullatore mettete le mandorle e tanta acqua da coprirle tutte. Frullate per qualche minuto fino ad ottenere una crema. Aggiungete altra acqua e mescolate. Trasferite tutto in un contenitore filtrando il liquido con un canovaccio bianco, pulito e non profumato. Aggiungete l'acqua rimanente e strizzate forte fino a far uscire l'ultima goccia.Versate il latte in un contenitore di vetro. Potete zuccherarlo nel contenitore stesso con agave, miele o zucchero mascobado ad esempio oppure zuccherarlo volta per volta. Con i residui delle mandorle potete fare delle praline frullando il tutto con farina di cocco oppure uvetta sultanina. Ovviamente aumentando la grammatura delle mandorle avrete un latte più marcato, più caratteristico. Si conserva in frigo per due o tre giorni. Agitatelo prima dell'uso perchè tende a scindersi. E' facilissimo da farsi, fidatevi!

venerdì 31 luglio 2015

Meravigliosa pizza in teglia morbida e croccante!


Morbida e croccante potrebbero essere termini in conflitto, ma non per la pizza. E' la prima volta che impasto una pizza per la teglia e posso ritenermi soddisfatto. E' venuta come la volevo: morbida sopra, con tutti gli ingredienti perfettamente cotti e croccantina alla base. Ulteriore soddisfazione è l'aver usato una farina tipo "2" e aver idratato all'ottanta percento. E' un impasto difficile da "domare", ma con un po' di dimestichezza si può fare. Insomma, basta guardare le foto, il risultato è stato strepitoso.









Ingredienti per una teglia da forno:

280 gr. di farina 2
225 gr. acqua
1 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
olio per ungere il contenitore

Preparazione:

Ore 16. In una ciotola inserite l'acqua con il lievito e il sale e fate sciogliere il tutto. A poco a poco aggiungete la farina e continuate a impastare con un cucchiaio di legno. Quando avrete amalgamato il tutto continuate a girare per qualche altro secondo, coprite ermeticamente il contenitore e lasciate riposare per un'ora. Questo lasso di tempo è fondamentale affinchè possiate dopo lavorare la pasta. Trascorsa l'ora, infarinate leggermente il piano di lavoro e date tre o quattro pieghe a uno. Mettete dell'olio nella ciotola e riponete l'impasto per quindici minuti. A intervalli di un quarto d'ora (cinque in totale) continuate a dare le pieghe all'impasto e vedrete che volta dopo volta inizierà a prendere consistenza. Lasciatelo riposare in frigo per ventiquattro ore affinchè possa maturare. Il giorno successivo, nel pomeriggio, fate acclimatare l'impasto per circa un'ora, poi gli date un paio di pieghe leggere a due e lo lasciate lievitare fino al raddoppio. Spolverate il piano di semola rimacinata e delicatamente rovesciate l'impasto. Appiattitelo delicatamente con i polpastrelli e prendendtelo dai lati e allargatelo (sempre delicatamente mi raccomando) e poi trasferitelo su una teglia antiaderente. Io l'ho messo su carta forno e cotto sulla leccarda perchè non avevo teglie a disposizione. Farcite la pizza come più vi piace e mettetela a cuocere in forno alla massima potenza nella parte bassa per quindici/venti minuti. La mozzarella aggiungetela alla fine perchè sennò correrete il rischio di bruciarla. E' più facile a dirsi che a farsi, ma i risultati con questa altissima idratazione sono davvero eccellenti. Buona pizza a tutti

ps  io ho fatto metà teglia marinara (pomodoro e sugo di datterini, aglio, olio, origano e acciughe) e metà simil messinese solo che ho aggiunto del cavolo viola con scarola riccia, pomodorini, acciughe e mozzarrella (la tuma non ce l'avevo, purtroppo).

giovedì 30 luglio 2015

Formaggio feta al cartoccio



La feta, formaggio tipico della Grecia, a parte la sua bontà, si presta a tanti utilizzi. Lo considero un formaggio per le urgenze (insomma quando il frigo piange) perchè può essere sbriciolato nella pasta e nelle insalate. Questa è una preparazione che ho visto in tv su un programma di cucina greca ed  è di semplicissima realizzazione.

Ingredienti

1 panetto di feta
10 pomodorini freschi o 1 pomodoro grande
1 cipolla o cipollotto
capperi qb
origano qb
olio evo qb

Preparazione

Su un foglio di alluminio poggiate il panetto di feta e copritelo con gli ingredienti rimanenti. Chiudetelo ermeticamente e tenetelo in forno caldo a 180° per una  decina di minuti. E' davvero delizioso, provatelo! Buon appetito!

martedì 21 luglio 2015

Spigola o branzino all'acqua pazza


Spigola o branzino come vogliamo chiamarlo, è uno dei pesci dalle carni più pregiate e più saporite. Purtroppo è sempre più raro trovarli non di allevamento e la differenza si nota, tantissimo. Il confronto non regge. Il pesce d'allevamento è grasso, poco muscoloso e con poco sapore. Quindi, il mio consiglio è di mangiare pesce (in questo caso spigole) più di rado ma cercando prodotti di qualità spendendo un poco di più. Ne vale la pena per il palato, l'ambiente e la nostra salute. Ecco il mio modo di preparare la spigola all'acqua pazza.

Per 4 persone:

4 spigole di medie dimensioni
2 spicchi d'aglio
250 gr. di pomodorini freschi (pachino o ciliegino o pomodori freschi maturi)
olio evo qb
sale qb
prezzemolo qb

Preparazione:

Pulite il pesce sotto acqua corrente. Fate soffriggere due spicchi d'aglio e poi aggiungete i pomodori tagliati a dadini e una parte del prezzemolo tritato fine. Lasciate cuocere per qualche minuto, poi aggiungete un paio di mestoli d'acqua calda, salate, adagiate il pesce e coprite. La cottura, ovviamente, varierà a seconda della pezzatura. Per delle spigole medie basteranno una ventina di minuti. Quindi, a metà cottura girate il pesce e controllate che il sugo non sia troppo asciutto. Con calma togliete i branzini dalla pentola, spinateli e puliteli e mettete la carne in un piatto pulito e ampio. Irrorate tutto con il sughetto (che nel frattempo avrete salato senza il pesce) ancora caldo e spolverizzate con del prezzemolo fresco. Se la vostra spigola è di qualità, realizzerete un piatto davvero favoloso. Buon appetito!

mercoledì 15 luglio 2015

Viaggiare con Megabus a 1 Euro? Si può!



Anche in Italia è approdata la compagnia low cost dei bus. Dopo aver avuto grande successo negli Stati Uniti e in  Canada, la flotta è sbarcata anche in Europa. Al momento in Italia si hanno collegamenti tra le più grandi città e andare, ad esempio, da Milano a Napoli con solo un euro è diventata una magnifica realtà. I colori della compagnia sono quelli tipici della più conosciuta RyanAir che fa viaggiare con pochi euro le persone in tutta Europa. Sicuramente questo è solo l'inizio di una rete di trasporto che andrà ingrandendosi sempre di più e ci permetterà di viaggiare low cost anche e soprattutto sul territorio nazionale. Il vantaggio, secondo il mio punto di vista, è la possibilità di trasferirsi da una città estera all'altra sfruttando le compagnie aeree low cost in modo da poter visitare più posti in un solo viaggio spendendo molto, ma molto meno che i collegamenti tra le varie città (ora tra Terravision e altre compagnie i costi sono ancora relativamente alti).
Buon viaggio a tutti!

Per info: www.megabus.com

martedì 14 luglio 2015

Peperoncini ripieni di formaggio - Chili rellenos



Amo la cucina messicana e quando posso spadello i piatti che più mi piacciono. Uno di questi è sicuramente il "chili rellenos", ossia peperoncini piccanti ripieni di formaggio. Ci sono diverse varianti: fritti, al forno, impanati. De gustibus. Io ho realizzato la mia versione con i peperoncini verdi (dalle mie parti si chiamano friarielli), altrimenti detti friggitelli, scottati alla piastra e farciti con emmenthal.

Ingredienti per 4 persone:

20 peperoncini verdi (piccanti o no)
una confezione di emmenthal

Preparazione:

Lavate i peperoncini sotto acqua corrente staccando il picciolo e privandoli dei semi. Fate riscaldare una piastra e fateli rosolare da un lato e poi dall'altro. A me piace la crosticina croccante e un pò bruciacchiata, poi decidete voi. Tagliate a listarelle l'emmenthal e farcite i peperoncini. Passateli al microonde per qualche secondo fino a quando il formaggio non si fonda. Uno tira l'altro, ve l'assicuro! Buon appetito!

lunedì 13 luglio 2015

Panuozzo con lardo di Colonnata, pomodorini e mozzarella



Il panuozzo è un lievitato tipico della Campania, originario di Gragnano (città famosa anche per la pasta e per il vino). E' un parente prossimo della pizza e di facilissima realizzazione. La farcitura è a vostra scelta, meglio evitare il sugo di pomodoro e virare su versioni "bianche", ricche di formaggi, mozzarella e insaccati. Ecco la mia versione:

Per la pasta:

400 gr. di farina per pizza
250 gr. di acqua fredda
1 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino di sale

Per la farcitura:

10/15 fettine di lardo o pancetta o altro insaccato
150 gr. di mozzarella o fiordilatte
pomodorini datterino o pachino qb
olio evo qb
sale qb





Impastate la farina con l'acqua (l'ho messa fredda perchè le temperature di questi giorni sono improponibili) nella quale avrete sciolto il lievito. Aggiungete il sale e finite di impastare (per una decina di minuti). Oleate una ciotola e trasferite l'impasto all'interno, coprite con una pellicola da cucina e riponete tutto in frigo per ventiquattro ore. Il giorno seguente togliete l'impasto dal frigo, fatelo tornare a temperatura ambiente e lievitare fino a raddoppio. Accendete il forno alla temperatura massima e su una spianatoia infarinata allungate l'impasto per tutta la diagonale della vostra teglia da forno e con la punta delle dita appiattitelo formando un rettangolo largo circa una ventina di cm (non schiacciatelo troppo perché correte il rischio di perdere i gas della lievitazione). Spennellatelo con dell'olio e fatelo cuocere una ventina di minuti nel forno caldo. Una volta raffreddato tagliatelo a metà e farcitelo come un panino, poi lo riponete in forno altri cinque minuti in modo tale che la mozzarella e il lardo si possano sciogliere. Servitelo caldo accompagnato da una birra fredda! Buon appetito!

venerdì 3 luglio 2015

Profumi orientali: tagliatelle di riso con gamberi, verdure e granella di arachidi


Prendendo spunto da un ricettario di cucina thai e dopo aver assaggiato una variante di questo piatto in un noto ristorante orientale nella stazione di Milano, ho deciso di provarlo a fare a casa. Risultato eccellente! La granella di arachidi si sposa perfettamente con i gamberi, le verdure, la soia e il lime. Si sprigionerà in cucina un profumo meraviglioso che farà venire l'acquolina ai vostri ospiti.

Ingredienti per quattro persone:

350 gr. di tagliatelle/spaghetti di riso
300 gr. di gamberi freschi
4 zucchine piccole
2 carote piccole
1 lime
salsa soia qb
olio evo qb
1 cipollotto fresco
granella di arachidi qb (potete comprare le arachidi salate e tritarle)

Procedimento:

Tagliate a listarelle le carote e le zucchine (io ho usato una grattugia per formaggio con i fori grandi) e sgusciate e lavate i gamberi. In una padella ampia o in un wok fate rosolare il cipollotto, aggiungete le verdure, la salsa di soia e il lime. La cottura dev'essere velocissima, pochissimi minuti, deve restare tutto croccante. Portate ad ebollizione l'acqua, salatela, e cuocete le tagliatelle di riso. Una volta cotte, passatele sotto l'acqua corrente in modo da eliminare l'amido in eccesso. Saltatele in padella a fuoco vivo e aggiungete alla fine i gamberi. Impiattate e spolverizzate il tutto con la granella di arachidi e un giro di olio evo. Credetemi, è una vera bontà dal sapore orientale! Buon appetito!

giovedì 2 luglio 2015

Spiedini di paccheri con mousse di ricotta e tonno in crosta di pistacchio di Bronte




Probabilmente, anzi sicuramente, è una delle preparazioni che mi ha dato più soddisfazione. Ho preso lo spunto da un contest sul tonno a cui sto partecipando e ho realizzato questa ricetta davvero deliziosa. I paccheri sono quelli di Gragnano che tengono benissimo la cottura (molto lunga) e rimangono croccanti come piace a me, la ricotta è quella di bufala e il pistacchio di Bronte: beh, più di così non si poteva chiedere. 

Per quattro persone:

16 paccheri di Gragnano (o di un'ottima marca)
400 gr. di ricotta di bufala o pecora
200 gr. di filetti di tonno in olio d'oliva
100 gr. di pistacchio di Bronte
12 pomodorini datterini
olio evo qb
sale qb






Portate ad ebollizione l'acqua salata e cuocete i paccheri al dente. Nel frattempo preparate una mousse di tonno e ricotta frullando tutto con il minipimer e riempite una sac a poche. Scolate i paccheri e metteteli in una pirofila unta in modo che non si attacchino. Farciteli con la mousse e rotolateli nella granella di pistacchio. Infilzateli con cura con gli spiedini di legno alternando un pomodoro a un pacchero. Irrorateli di olio evo e passateli cinque minuti a forno caldo a 180 gradi per giusto cinque minuti. Serviteli caldi e....buon appetito!





PS: consiglio di prendere un pezzettino di pomodoro ad ogni boccone, la sua acidità e dolcezza si sposa alla perfezione con il resto degli ingredienti.

mercoledì 17 giugno 2015

Idee per un weekend in Lunigiana: la terra dei cento castelli

Terra dei cento castelli, valle della Luna, porta della Toscana attraversata dalla via Francigena, dimora di fantasmi, folletti, storie e leggende. Questa è la Lunigiana.

Qualche chilometro di autostrada e poi d'improvviso un salto di mille anni indietro, nel Medioevo.
Un fine settimana immersi nella storia, nei miti, nelle leggende e nella buona cucina.

Prima tappa: Pontremoli

E' il comune più a nord della Toscana e “capitale” della Lunigiana. Citata nell'itinerario di Sigerico come la trentunesima tappa della via Francigena, quella che partiva da Canterbury e arrivava a Roma, ora è una città sonnecchiosa e tranquilla in cui si respira storia e ottima cucina. Di grande interesse è il Castello del Piagnaro situato sulla sommità della collina lungo la quale si abbarbicano le abitazioni della cittadina e dentro il quale troverete delle Stele antropomorfe in pietra (museo delle Stele) che rappresentano sicuramente il più antico e misterioso patrimonio di questa regione.
Prima di farvi una bella scarpinata per arrivare al castello informatevi se è aperto o meno, in quanto non troverete nessuna indicazione che vi fornisca questa informazione.
Inoltre, da visitare la Chiesa di San Nicolò all'interno della quale si trova un'antica croce lignea e la Cattedrale di Santa Maria del popolo.

Turisticamente, Pontremoli, è come se si fosse cristallizzata negli anni sessanta settanta.
Questa è una mia annotazione personale, fatta e pelle e avallata dalle insegne delle botteghe, dagli arredamenti dei bar e ristoranti e dall'aria che si respira.

Per gli appassionati di cucina e per i collezionisti di mille aggeggi, consiglio vivamente di fermarsi in una delle tante botteghe del posto per acquistare il “testo”, una pentola in terracotta nel quale possono cuocersi i famosi “testaroli” ed altre specialità culinarie.

La cucina pontremolese è famosa, come ho scritto in precedenza, per i testaroli (un impasto di acqua e farina dal quale si ricavano dei grandi cerchi che divisi in pezzi vengono serviti con pesto o olio e formaggio). Inoltre assolutamente da provare la torta d'erbi e i tortelli ripieni di ricotta.



Dove mangiare

Osteria della Luna - cucina tipica del territorio
via Pietro Cocchi 40
Tel. 3471406708

Cosa acquistare

Testi di ghisa o terracotta per cuocere i testaroli o altre pietanze
Miele della Lunigiana
Farro e orzo



Seconda tappa: Fosdinovo

Nel primo pomeriggio, quando la cittadina è praticamente deserta potete recarvi a Fosdinovo. Piccolo borgo medievale a circa un'ora di auto da Pontremoli, è conosciuto per il suo splendido Castello dei Marchesi Torrigiani Malaspina (ecco la recensione completa del castello http://www.viaggiculinari.blogspot.it/2015/06/castello-di-fosdinovo-tra-storia-e.html) . Di origine medievale ha subito negli anni diverse trasformazioni e, purtroppo, danneggiamenti. Oltre a poterlo visitare (costo del biglietto 6 euro per un'ora di spiegazioni dettagliate, comprese leggende su fantasmi e morti violente), all'interno troverete alcune stanze adibite a bed and breakfast. E' assolutamente consigliato dormire, almeno per una notte, nelle misteriose stanze del castello.
La cucina è sempre quella tipica della Lunigiana, con l'aggiunta dei cosidetti “sgabei”, ossia pasta di pizza fritta che accompagnano salumi e formaggi vari. Inoltre, da provare, la salsiccia del Pignone, un insaccato tipico trattato con spezie come la cannelle e i chiodi di garofano.




Dove mangiare

Assolutamente da non perdere il “Circolo Enogastronomico della Resistenza”. Un gruppo di giovani contribuisce a custodire la memoria storica del nostro paese, grazie al Museo Audiovisivo della Resistenza e a una struttura enogastronomica informale che serve piatti tipici della zona a prezzi accessibili a tutti. Conviene telefonare per sapere le aperture, in quanto non essendo un vero e proprio ristorante, apre quando c'e' richiesta da più persone.



Località Prade di Fosdinovo

Tel. 0187680014 oppure 3290099418




Ristorante Emili – cucina tradizionale della Lunigiana
specialità “sgabei”
Prezzo medio 20 euro con menù fisso
Via del Fontana, 7 – Giucano di Fosdinovo
tel. 018768835/018768895 3284536414




Terza ed ultima tappa: cave di marmo di Carrara e Colonnata

A pochi chilometri da Fosdinovo troviamo Carrara e le sue cave e il piccolissimo paese di Colonnata, conosciuto in tutto il mondo per la lavorazione del maiale, soprattutto del lardo. Salendo
da Carrara vi troverete a pochissimi metri da quel marmo che ha fatto la storia dell'arte italiana e mondiale. Michelangelo Buonarroti si recava personalmente a prendere i pezzi di marmo migliori per le sue meravigliose sculture. E' possibile effettuare anche delle visite guidate, sconsigliate a chi soffre di vertigini. Piccoli negozio disseminati sulla strada offrono manufatti in marmo dai prezzi accessibili e alcuni molto utili (come taglieri per formaggi e mortai per il pesto). Sarà per l'altezza, l'aria di montagna o il tempo autunnale, ma una volta arrivati a Colonnata lo stomaco inizia a borbottare e non si può far altro che assecondarlo. L'unica attività della cittadina è concentrata sulla lavorazione del maiale. Credo che tutti gli abitanti, indirettamente o direttamente, vivano di lavorazione del marmo (ci sono negozietti sparsi in tutto il paese) e del lardo. Vi consiglio un giro esplorativo, una visita al monumento in onore del “cavatore” e una foto ricordo della bellissima vista che si può godere su una parte delle cave. Ovviamente avrete l'imbarazzo della scelta su dove degustare e acquistare i prodotti locali (andrete via sicuramente con un souvenir “culinario”). Ah, dovete assoutamente provare il panino del cavatore: lardo, pomodori freschi, olio toscano e origano della zona, semplicemente meraviglioso.











Dove mangiare e acquistare il lardo

Il mio consiglio è di recarvi alla larderia “Mafalda”. Una signora simpaticissima e disponibilissima vi accoglierà nel suo negozio e vi darà tutte le informazioni desiderate. Il bancone della bottega è pieno di cose buonissime e avrete solo l'imbarazzo della scelta su cosa acquistare. Potrete fare degli assaggi e sedervi fuori a gustare il vostro panino. I prezzi sono contenuti e la materia prima è eccezionale.

Larderia Mafalda


Piazza Palestro, 2

tel. 0585768030







martedì 16 giugno 2015

Castello di Fosdinovo, tra storia e leggenda



C'era una volta una donna nobile innamorata di un ragazzo della plebe. Venne rinchiusa nella torre di un castello e poi murata viva come punizione per il suo amore verso un uomo nelle cui vene non scorreva sangue blu. Si dice che la notte si aggiri per i corridoi in compagnia di altri fantasmi che dimorarono in quelle stanze secoli fa.


Quando possiedi le chiavi di un castello, uno vero, quando torni nella tua stanza che oramai il sole è tramontato da un bel pezzo e le condizioni atmosferiche iniziano a peggiorare e tuoni e lampi ti accompagnano mentre apri la porticina cigolante e il tuo cammino nelle stanze è illuminato solo da una torcia, allora puoi essere agnostico, ateo, pragmatico, ma il tuo cuore accelererà il battito e le gambe inizieranno a muoversi più velocemente per arrivare nella stanza dove alloggi.




E' innegabile che tutti subiamo il fascino di una fortezza medievale con tanto di torri merlate, ponte levatoio, prigioni e leggende su fantasmi vari ed eventuali. Muoversi liberamente tra le stanze ammirando arazzi, quadri, mobili antichi e panorami mozzafiato da ogni singola finestra immaginando dame, cavalieri e arcieri che difendono la fortezza da ogni angolo del camminamento merlato, è sicuramente un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Ti senti stranamente a casa tua, perchè nel momento in cui calpesti pavimenti millenari diventi tu stesso custode e padrone di una cultura che appartiene all'interà umanità.

Il Castello di Fosdinovo, appartenente alla famiglia Malaspina Torrigiani è una costruzione medievale del XII secolo che negli anni ha subito molte trasformazioni e, purtroppo, distruzioni. Grazie all'amore e alla passione dell'attuale proprietà, nel nome del Marchese Pietro Torrigiani Malaspina, questa splendida struttura, posizionata nel cuore della Lunigiana, sta vivendo un nuova vita. E' come un grandissimo libro da sfogliare, da vivere, odorare e toccare. All'interno si respira storia, mito, sofferenza e leggenda. Alcune stanze (in totale nove), sono state trasformate in un bed and breakfast che offre la possibilità agli ospiti di poter soggiornare a apprezzare una struttura di un valore inestimabile.
Storie di faide familiari, di Guelfi e Ghibellini, di amori, stanze con trabocchetti e porte segrete vi affascineranno e stregheranno e vi porteranno indietro nei secoli. Perchè la macchina del tempo esiste e ne avrete la prova.

Gli addetti sono sempre gentili e disponibili, la colazione è servita in una piccola stanza a vetri che vi permette di ammirare una vista davvero incantevole sul castello e sulla valle. Inoltre, è possibile effettuare anche delle visite guidate che vi porteranno a conoscenza della storia del castello e delle leggende che lo animano, di giorno e di notte (sconti previsti per chi alloggia nel b&b).

E' un'esperienza multisensoriale, con prezzi davvero accessibili a tutti, a pochi passi da Genova e Firenze, che davvero consiglio vivamente da fare almeno una volta nella vita.

b&b - Camera delle bifore





la meravigliosa stanza dove viene servita la colazione










Per info e contatti:


  • +39 0187 68 00 13 (B&B)
  • +39 0187 68 891 (Biglietteria)
  • +39 339 88 94 423 (Mobile)
  • +39 055 26 4288 (Ufficio Lo Spino Bianco)

Via Papiriana, 2
54035 Fosdinovo
Massa-Carrara
Italia

Ricordiamo per chi viene in macchina che l’accesso al parcheggio è praticabile solo entrando dal lato nord del paese. Non entrate nel borgo finché non vedete un piccolo benzinaio sotto il castello. Da lì prendere la strada (ignorate il cartello di divieto), fate tre curve ed entrate nella porta medievale del paese, continuate salendo e tenendo sempre la destra, troverete il parcheggio aperto. In fondo c’è un piccola porta grigia, suonate il campanello custode/reception.

Per autobus e pullman:

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER BUS DI LUNGHEZZA SUPERIORE ai 9mt:

 Si informa che i Bus superiori ai 9m sono obbligati di contattare l’ufficio competente della Provincia di Massa Carrara (anche inviando un fax) per ottenere l’autorizzazione di transito sulla SS 446 (dal Viale di Caniparola fino al borgo di Fosdinovo ) dato che la strada che collega Sarzana a Fosdinovo attraverso il borgo di Giucano non è praticabile per i bus. Ufficio Provincia tel: 0585 816400 fax: 0585816430.