martedì 14 luglio 2015

Peperoncini ripieni di formaggio - Chili rellenos



Amo la cucina messicana e quando posso spadello i piatti che più mi piacciono. Uno di questi è sicuramente il "chili rellenos", ossia peperoncini piccanti ripieni di formaggio. Ci sono diverse varianti: fritti, al forno, impanati. De gustibus. Io ho realizzato la mia versione con i peperoncini verdi (dalle mie parti si chiamano friarielli), altrimenti detti friggitelli, scottati alla piastra e farciti con emmenthal.

Ingredienti per 4 persone:

20 peperoncini verdi (piccanti o no)
una confezione di emmenthal

Preparazione:

Lavate i peperoncini sotto acqua corrente staccando il picciolo e privandoli dei semi. Fate riscaldare una piastra e fateli rosolare da un lato e poi dall'altro. A me piace la crosticina croccante e un pò bruciacchiata, poi decidete voi. Tagliate a listarelle l'emmenthal e farcite i peperoncini. Passateli al microonde per qualche secondo fino a quando il formaggio non si fonda. Uno tira l'altro, ve l'assicuro! Buon appetito!

lunedì 13 luglio 2015

Panuozzo con lardo di Colonnata, pomodorini e mozzarella



Il panuozzo è un lievitato tipico della Campania, originario di Gragnano (città famosa anche per la pasta e per il vino). E' un parente prossimo della pizza e di facilissima realizzazione. La farcitura è a vostra scelta, meglio evitare il sugo di pomodoro e virare su versioni "bianche", ricche di formaggi, mozzarella e insaccati. Ecco la mia versione:

Per la pasta:

400 gr. di farina per pizza
250 gr. di acqua fredda
1 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino di sale

Per la farcitura:

10/15 fettine di lardo o pancetta o altro insaccato
150 gr. di mozzarella o fiordilatte
pomodorini datterino o pachino qb
olio evo qb
sale qb





Impastate la farina con l'acqua (l'ho messa fredda perchè le temperature di questi giorni sono improponibili) nella quale avrete sciolto il lievito. Aggiungete il sale e finite di impastare (per una decina di minuti). Oleate una ciotola e trasferite l'impasto all'interno, coprite con una pellicola da cucina e riponete tutto in frigo per ventiquattro ore. Il giorno seguente togliete l'impasto dal frigo, fatelo tornare a temperatura ambiente e lievitare fino a raddoppio. Accendete il forno alla temperatura massima e su una spianatoia infarinata allungate l'impasto per tutta la diagonale della vostra teglia da forno e con la punta delle dita appiattitelo formando un rettangolo largo circa una ventina di cm (non schiacciatelo troppo perché correte il rischio di perdere i gas della lievitazione). Spennellatelo con dell'olio e fatelo cuocere una ventina di minuti nel forno caldo. Una volta raffreddato tagliatelo a metà e farcitelo come un panino, poi lo riponete in forno altri cinque minuti in modo tale che la mozzarella e il lardo si possano sciogliere. Servitelo caldo accompagnato da una birra fredda! Buon appetito!

venerdì 3 luglio 2015

Profumi orientali: tagliatelle di riso con gamberi, verdure e granella di arachidi


Prendendo spunto da un ricettario di cucina thai e dopo aver assaggiato una variante di questo piatto in un noto ristorante orientale nella stazione di Milano, ho deciso di provarlo a fare a casa. Risultato eccellente! La granella di arachidi si sposa perfettamente con i gamberi, le verdure, la soia e il lime. Si sprigionerà in cucina un profumo meraviglioso che farà venire l'acquolina ai vostri ospiti.

Ingredienti per quattro persone:

350 gr. di tagliatelle/spaghetti di riso
300 gr. di gamberi freschi
4 zucchine piccole
2 carote piccole
1 lime
salsa soia qb
olio evo qb
1 cipollotto fresco
granella di arachidi qb (potete comprare le arachidi salate e tritarle)

Procedimento:

Tagliate a listarelle le carote e le zucchine (io ho usato una grattugia per formaggio con i fori grandi) e sgusciate e lavate i gamberi. In una padella ampia o in un wok fate rosolare il cipollotto, aggiungete le verdure, la salsa di soia e il lime. La cottura dev'essere velocissima, pochissimi minuti, deve restare tutto croccante. Portate ad ebollizione l'acqua, salatela, e cuocete le tagliatelle di riso. Una volta cotte, passatele sotto l'acqua corrente in modo da eliminare l'amido in eccesso. Saltatele in padella a fuoco vivo e aggiungete alla fine i gamberi. Impiattate e spolverizzate il tutto con la granella di arachidi e un giro di olio evo. Credetemi, è una vera bontà dal sapore orientale! Buon appetito!

giovedì 2 luglio 2015

Spiedini di paccheri con mousse di ricotta e tonno in crosta di pistacchio di Bronte




Probabilmente, anzi sicuramente, è una delle preparazioni che mi ha dato più soddisfazione. Ho preso lo spunto da un contest sul tonno a cui sto partecipando e ho realizzato questa ricetta davvero deliziosa. I paccheri sono quelli di Gragnano che tengono benissimo la cottura (molto lunga) e rimangono croccanti come piace a me, la ricotta è quella di bufala e il pistacchio di Bronte: beh, più di così non si poteva chiedere. 

Per quattro persone:

16 paccheri di Gragnano (o di un'ottima marca)
400 gr. di ricotta di bufala o pecora
200 gr. di filetti di tonno in olio d'oliva
100 gr. di pistacchio di Bronte
12 pomodorini datterini
olio evo qb
sale qb






Portate ad ebollizione l'acqua salata e cuocete i paccheri al dente. Nel frattempo preparate una mousse di tonno e ricotta frullando tutto con il minipimer e riempite una sac a poche. Scolate i paccheri e metteteli in una pirofila unta in modo che non si attacchino. Farciteli con la mousse e rotolateli nella granella di pistacchio. Infilzateli con cura con gli spiedini di legno alternando un pomodoro a un pacchero. Irrorateli di olio evo e passateli cinque minuti a forno caldo a 180 gradi per giusto cinque minuti. Serviteli caldi e....buon appetito!





PS: consiglio di prendere un pezzettino di pomodoro ad ogni boccone, la sua acidità e dolcezza si sposa alla perfezione con il resto degli ingredienti.

mercoledì 17 giugno 2015

Idee per un weekend in Lunigiana: la terra dei cento castelli

Terra dei cento castelli, valle della Luna, porta della Toscana attraversata dalla via Francigena, dimora di fantasmi, folletti, storie e leggende. Questa è la Lunigiana.

Qualche chilometro di autostrada e poi d'improvviso un salto di mille anni indietro, nel Medioevo.
Un fine settimana immersi nella storia, nei miti, nelle leggende e nella buona cucina.

Prima tappa: Pontremoli

E' il comune più a nord della Toscana e “capitale” della Lunigiana. Citata nell'itinerario di Sigerico come la trentunesima tappa della via Francigena, quella che partiva da Canterbury e arrivava a Roma, ora è una città sonnecchiosa e tranquilla in cui si respira storia e ottima cucina. Di grande interesse è il Castello del Piagnaro situato sulla sommità della collina lungo la quale si abbarbicano le abitazioni della cittadina e dentro il quale troverete delle Stele antropomorfe in pietra (museo delle Stele) che rappresentano sicuramente il più antico e misterioso patrimonio di questa regione.
Prima di farvi una bella scarpinata per arrivare al castello informatevi se è aperto o meno, in quanto non troverete nessuna indicazione che vi fornisca questa informazione.
Inoltre, da visitare la Chiesa di San Nicolò all'interno della quale si trova un'antica croce lignea e la Cattedrale di Santa Maria del popolo.

Turisticamente, Pontremoli, è come se si fosse cristallizzata negli anni sessanta settanta.
Questa è una mia annotazione personale, fatta e pelle e avallata dalle insegne delle botteghe, dagli arredamenti dei bar e ristoranti e dall'aria che si respira.

Per gli appassionati di cucina e per i collezionisti di mille aggeggi, consiglio vivamente di fermarsi in una delle tante botteghe del posto per acquistare il “testo”, una pentola in terracotta nel quale possono cuocersi i famosi “testaroli” ed altre specialità culinarie.

La cucina pontremolese è famosa, come ho scritto in precedenza, per i testaroli (un impasto di acqua e farina dal quale si ricavano dei grandi cerchi che divisi in pezzi vengono serviti con pesto o olio e formaggio). Inoltre assolutamente da provare la torta d'erbi e i tortelli ripieni di ricotta.



Dove mangiare

Osteria della Luna - cucina tipica del territorio
via Pietro Cocchi 40
Tel. 3471406708

Cosa acquistare

Testi di ghisa o terracotta per cuocere i testaroli o altre pietanze
Miele della Lunigiana
Farro e orzo



Seconda tappa: Fosdinovo

Nel primo pomeriggio, quando la cittadina è praticamente deserta potete recarvi a Fosdinovo. Piccolo borgo medievale a circa un'ora di auto da Pontremoli, è conosciuto per il suo splendido Castello dei Marchesi Torrigiani Malaspina (ecco la recensione completa del castello http://www.viaggiculinari.blogspot.it/2015/06/castello-di-fosdinovo-tra-storia-e.html) . Di origine medievale ha subito negli anni diverse trasformazioni e, purtroppo, danneggiamenti. Oltre a poterlo visitare (costo del biglietto 6 euro per un'ora di spiegazioni dettagliate, comprese leggende su fantasmi e morti violente), all'interno troverete alcune stanze adibite a bed and breakfast. E' assolutamente consigliato dormire, almeno per una notte, nelle misteriose stanze del castello.
La cucina è sempre quella tipica della Lunigiana, con l'aggiunta dei cosidetti “sgabei”, ossia pasta di pizza fritta che accompagnano salumi e formaggi vari. Inoltre, da provare, la salsiccia del Pignone, un insaccato tipico trattato con spezie come la cannelle e i chiodi di garofano.




Dove mangiare

Assolutamente da non perdere il “Circolo Enogastronomico della Resistenza”. Un gruppo di giovani contribuisce a custodire la memoria storica del nostro paese, grazie al Museo Audiovisivo della Resistenza e a una struttura enogastronomica informale che serve piatti tipici della zona a prezzi accessibili a tutti. Conviene telefonare per sapere le aperture, in quanto non essendo un vero e proprio ristorante, apre quando c'e' richiesta da più persone.



Località Prade di Fosdinovo

Tel. 0187680014 oppure 3290099418




Ristorante Emili – cucina tradizionale della Lunigiana
specialità “sgabei”
Prezzo medio 20 euro con menù fisso
Via del Fontana, 7 – Giucano di Fosdinovo
tel. 018768835/018768895 3284536414




Terza ed ultima tappa: cave di marmo di Carrara e Colonnata

A pochi chilometri da Fosdinovo troviamo Carrara e le sue cave e il piccolissimo paese di Colonnata, conosciuto in tutto il mondo per la lavorazione del maiale, soprattutto del lardo. Salendo
da Carrara vi troverete a pochissimi metri da quel marmo che ha fatto la storia dell'arte italiana e mondiale. Michelangelo Buonarroti si recava personalmente a prendere i pezzi di marmo migliori per le sue meravigliose sculture. E' possibile effettuare anche delle visite guidate, sconsigliate a chi soffre di vertigini. Piccoli negozio disseminati sulla strada offrono manufatti in marmo dai prezzi accessibili e alcuni molto utili (come taglieri per formaggi e mortai per il pesto). Sarà per l'altezza, l'aria di montagna o il tempo autunnale, ma una volta arrivati a Colonnata lo stomaco inizia a borbottare e non si può far altro che assecondarlo. L'unica attività della cittadina è concentrata sulla lavorazione del maiale. Credo che tutti gli abitanti, indirettamente o direttamente, vivano di lavorazione del marmo (ci sono negozietti sparsi in tutto il paese) e del lardo. Vi consiglio un giro esplorativo, una visita al monumento in onore del “cavatore” e una foto ricordo della bellissima vista che si può godere su una parte delle cave. Ovviamente avrete l'imbarazzo della scelta su dove degustare e acquistare i prodotti locali (andrete via sicuramente con un souvenir “culinario”). Ah, dovete assoutamente provare il panino del cavatore: lardo, pomodori freschi, olio toscano e origano della zona, semplicemente meraviglioso.











Dove mangiare e acquistare il lardo

Il mio consiglio è di recarvi alla larderia “Mafalda”. Una signora simpaticissima e disponibilissima vi accoglierà nel suo negozio e vi darà tutte le informazioni desiderate. Il bancone della bottega è pieno di cose buonissime e avrete solo l'imbarazzo della scelta su cosa acquistare. Potrete fare degli assaggi e sedervi fuori a gustare il vostro panino. I prezzi sono contenuti e la materia prima è eccezionale.

Larderia Mafalda


Piazza Palestro, 2

tel. 0585768030







martedì 16 giugno 2015

Castello di Fosdinovo, tra storia e leggenda



C'era una volta una donna nobile innamorata di un ragazzo della plebe. Venne rinchiusa nella torre di un castello e poi murata viva come punizione per il suo amore verso un uomo nelle cui vene non scorreva sangue blu. Si dice che la notte si aggiri per i corridoi in compagnia di altri fantasmi che dimorarono in quelle stanze secoli fa.


Quando possiedi le chiavi di un castello, uno vero, quando torni nella tua stanza che oramai il sole è tramontato da un bel pezzo e le condizioni atmosferiche iniziano a peggiorare e tuoni e lampi ti accompagnano mentre apri la porticina cigolante e il tuo cammino nelle stanze è illuminato solo da una torcia, allora puoi essere agnostico, ateo, pragmatico, ma il tuo cuore accelererà il battito e le gambe inizieranno a muoversi più velocemente per arrivare nella stanza dove alloggi.




E' innegabile che tutti subiamo il fascino di una fortezza medievale con tanto di torri merlate, ponte levatoio, prigioni e leggende su fantasmi vari ed eventuali. Muoversi liberamente tra le stanze ammirando arazzi, quadri, mobili antichi e panorami mozzafiato da ogni singola finestra immaginando dame, cavalieri e arcieri che difendono la fortezza da ogni angolo del camminamento merlato, è sicuramente un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Ti senti stranamente a casa tua, perchè nel momento in cui calpesti pavimenti millenari diventi tu stesso custode e padrone di una cultura che appartiene all'interà umanità.

Il Castello di Fosdinovo, appartenente alla famiglia Malaspina Torrigiani è una costruzione medievale del XII secolo che negli anni ha subito molte trasformazioni e, purtroppo, distruzioni. Grazie all'amore e alla passione dell'attuale proprietà, nel nome del Marchese Pietro Torrigiani Malaspina, questa splendida struttura, posizionata nel cuore della Lunigiana, sta vivendo un nuova vita. E' come un grandissimo libro da sfogliare, da vivere, odorare e toccare. All'interno si respira storia, mito, sofferenza e leggenda. Alcune stanze (in totale nove), sono state trasformate in un bed and breakfast che offre la possibilità agli ospiti di poter soggiornare a apprezzare una struttura di un valore inestimabile.
Storie di faide familiari, di Guelfi e Ghibellini, di amori, stanze con trabocchetti e porte segrete vi affascineranno e stregheranno e vi porteranno indietro nei secoli. Perchè la macchina del tempo esiste e ne avrete la prova.

Gli addetti sono sempre gentili e disponibili, la colazione è servita in una piccola stanza a vetri che vi permette di ammirare una vista davvero incantevole sul castello e sulla valle. Inoltre, è possibile effettuare anche delle visite guidate che vi porteranno a conoscenza della storia del castello e delle leggende che lo animano, di giorno e di notte (sconti previsti per chi alloggia nel b&b).

E' un'esperienza multisensoriale, con prezzi davvero accessibili a tutti, a pochi passi da Genova e Firenze, che davvero consiglio vivamente da fare almeno una volta nella vita.

b&b - Camera delle bifore





la meravigliosa stanza dove viene servita la colazione










Per info e contatti:


  • +39 0187 68 00 13 (B&B)
  • +39 0187 68 891 (Biglietteria)
  • +39 339 88 94 423 (Mobile)
  • +39 055 26 4288 (Ufficio Lo Spino Bianco)

Via Papiriana, 2
54035 Fosdinovo
Massa-Carrara
Italia

Ricordiamo per chi viene in macchina che l’accesso al parcheggio è praticabile solo entrando dal lato nord del paese. Non entrate nel borgo finché non vedete un piccolo benzinaio sotto il castello. Da lì prendere la strada (ignorate il cartello di divieto), fate tre curve ed entrate nella porta medievale del paese, continuate salendo e tenendo sempre la destra, troverete il parcheggio aperto. In fondo c’è un piccola porta grigia, suonate il campanello custode/reception.

Per autobus e pullman:

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER BUS DI LUNGHEZZA SUPERIORE ai 9mt:

 Si informa che i Bus superiori ai 9m sono obbligati di contattare l’ufficio competente della Provincia di Massa Carrara (anche inviando un fax) per ottenere l’autorizzazione di transito sulla SS 446 (dal Viale di Caniparola fino al borgo di Fosdinovo ) dato che la strada che collega Sarzana a Fosdinovo attraverso il borgo di Giucano non è praticabile per i bus. Ufficio Provincia tel: 0585 816400 fax: 0585816430.

giovedì 4 giugno 2015

Polipetti affogati (nel pomodoro)



Quando la materia prima è di grandissima qualità, basta poco per creare un piatto eccellente. Con i tempi di cottura giusti si possono creare ottime pietanze. I polipetti affogati (o purpetielli) sono semplici da realizzare e possono essere sia un primo (usando il sughetto con spaghetti o vermicelli) che un secondo.
Ingredienti per quattro persone

1 kg. di polipetti freschissimi
3 barattoli di pomodori pelati
2 spicchi d'aglio
olio evo qb
prezzemolo qb
sale
peperoncino (a discrezione)



Procedimento

Lavate sotto acqua corrente i molluschi, privateli delle interiora e della pelle. Fate soffriggere in una casseruola i due spicchi d'aglio, aggiungete il pomodoro e poi il pesce. Fate cuocere per una mezz'ora, controllate la cottura e salate. Impiattate con del pane tostato e abbondante prezzemolo o usate il pomodoro come condimento per degli ottimi spaghetti o vermicelli. Buon appetito!

ps ovviamente, mangiati sul mare hanno tutto un altro sapore!