venerdì 10 aprile 2015

Sapore di vino

Ero seduto in cucina godendomi un bicchiere di vino rosso. Avevo appena stappato una bottiglia, la conservavo nella mia piccola cantina personale, quella che uso quando ho voglia di stare un po’ solo e godermi il silenzio e i tannini. L’avevo preso dolcemente tra le mani, come si fa con un neonato, lo avevo adagiato sul tavolo e ammirato. La mia era una vera e propria passione, un vero e proprio godimento dei sensi. L’avevo stappato delicatamente, ma con decisione, annusato il tappo e versato in un calice ampio. Mentre lo decantavo in un bicchiere profondo e abbastanza largo da contenere il mio naso, mi sembrava che respirasse. Sentivo il suo alito riempirsi di ossigeno. Stava recuperando le forze, stiracchiandosi come appena svegliato da un lungo sonno, stropicciandosi gli occhi e facendo un gran sbadiglio. Eravamo io e lui, sinceramente franchi. Alla vista, era di un colore rosso rubino, come quegli anelli degli aristocratici di un tempo che cangiano con la prospettiva della luce, e una tonalità porpora, come una parata di vestiti cardinalizi di una processione cattolica di grande importanza. All’olfatto, si percepiva un profumo vegetale intenso, quasi di sottobosco silenzioso e, avendo perso il carattere fruttato fresco, aveva sentori di spezie dolci come la cannella e di fieno tagliato. Lo avvicinai alla bocca, come se stessi per baciare una donna schiva e ritrosa, ma con un’ardente passione. Appoggiai le labbra al bicchiere ampio, chiusi gli occhi e mi preparai a godere. Un ruscello di nettare mi entrò nella bocca e ne invase tutti gli antri, tutte le mucose. Le papille gustative vennero inondate dal fluido rossastro e si eccitarono. Un caldo intenso mi partì dalle gambe attraversando tutto il corpo e inondandomi il viso, come una fanciulla che arrossisce al complimento del suo unico amore. Un brivido percorse la schiena, tutte le membra erano rilassate, ogni centimetro del mio corpo stava godendo del nettare degli dei. La mia eroina rossa, il mio assenzio color porpora, mi stavano donando orgasmi multipli e sensazioni estasiatiche. Sorso dopo sorso, lo sentivo attraversare la gola, scendere nello stomaco e risalire su, attraverso il suo profumo, nelle narici, donandomi attimi di pace, un vero nirvana. Pregavo un ipotetico Dio, al fine di farmi il dono, di trasformarmi in quelle molecole, per donare tutte quelle sensazioni ad un futuro degustatore come me. Volevo essere imbottigliato e stappato, ossigenato e goduto, fino all’ultima goccia. Faccio l’amore con il vino, la pasta, il pane, i sughi, le salse, le donne e con la vita intera. Non voglio che nel bicchiere ne rimanga una goccia, non voglio che esalando l’ultimo respiro, in me nasca il dubbio di un rimpianto. Voglio essere epicureo al cento per cento.

lunedì 9 marzo 2015

Un viaggio alle porte del Paradiso - il concerto del Maestro Morricone

Ci sono persone che non dovrebbero morire mai. Non solo la loro arte dovrebbe vivere in eterno, ma anche il loro corpo. La memoria non basterebbe, c'è assoluto bisogno della loro presenza che genera continuamente bellezza. Sono fabbriche di meraviglia, sono creatori di stupore. Non è la riproduzione fedele della loro arte a generare emozioni indescrivibili, ma la creazione istantanea di un momento che diventerà irripetibile grazie al semplice volteggiare delle mani e alla presenza di un corpo minuto e mai corroso dal tempo. Grazie Maestro Morricone, grazie per quei pugni nello stomaco e per quel viaggio alle porte del Paradiso.



lunedì 2 marzo 2015

Paccheri allo scarpariello


La semplicità di questo piatto è pari della sua straordinaria bontà. I paccheri allo scarpariello sono un piatto tipicamente campano di facilissima realizzazione, a patto che si usino materie prime di grandissima qualità!

Ingredienti per quattro persone:

320 gr. di paccheri (io ho usato quelli del pastificio Vicidomini)
250 gr. di pomodori freschi (vanno bene anche i datterino o Pachino)
1 confezione di pelati
2 spicchi d'aglio
50 gr. di parmigiano o grana grattugiato
50 gr, di pecorino grattugiato
olio evo qb
basilico a scelta
peperoncino a scelta

Preparazione:

fate soffriggere gli spicchi d'aglio e poi aggiungete i pomodori tagliati a spicchi e la confezione di pelati. Salate e lasciate cuocere. Nel frattempo portate a bollore abbondante acqua salata e calate la pasta. Scolatela al dente e tuffatela nel pomodoro mantecando il tutto con il parmigiano e il pecorino. A piacimento aggiungete basilico e peperoncino. Buon appetito!




martedì 24 febbraio 2015

Un chili vegano? Si può!



Una della cose più belle della cucina è la sperimentazione. E' la trasformazione di ricette classiche, la loro interpretazione e l'adattamento a esigenze più disparate. A volte il risultato può essere disastroso, altre sorprendente, come in questo caso. Il rispetto per chi sceglie, per questioni personali o mediche, determinati modi di nutrirsi, dev'essere sempre massimo. Questa volta posso affermare con assoluta certezza che l'esperimento è perfettamente riuscito. Basta seguire la ricetta classica del chili con carne messicano :  http://viaggiculinari.blogspot.it/2013/12/il-messico-in-tavola-burritos-di-chili.html

Per una decina di burritos:

350 gr. di granulare di soia
2 cipolle bianche grandi
2 confezioni di fagioli neri o borlotti
2 spicchi d'aglio
peperoncino a volontà
4/5 cucchiaini di cumino in polvere
4/5 cucchiaini di paprika dolce
2 confezioni di pomodori pelati
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
abbondante grattugiata di zenzero fresco (facoltativo)
10 tortillas messicane
sale qb
olio evo qb

Mettete a bagno in acqua calda il granulare di soia per circa venti minuti, poi strizzatelo per bene fino a fargli perdere tutta l'acqua. Fate soffriggere la cipolla e l'aglio, unite le spezie, il granulare, i pelati e il concentrato di pomodoro. Concludete con l'aggiunta dei fagioli fino a cottura. 
Scaldate le tortillas su una piastra antiaderente e farcitele con il chili vegano. 
Semplice vero? Da leccarsi i baffi, credetemi! Buon appetito!



lunedì 23 febbraio 2015

Milano, Mostra Food: La scienza dai semi al piatto



Dal 28 Novembre al 28 Giugno 2015 presso il Museo di Storia Naturale di Milano è possibile visitare un'interessante mostra sul cibo, un vero e proprio assaggio prima della grande abbuffata dell'Expo. Curata dallo scienziato Dario Bressanini  e con la collaborazione scientifica di Beatrice Mautino, l'intento è quello di guidare il visitatore in un percorso didattico/sensoriale volto ad una maggiore presa di coscienza di quello che mangiamo e quindi quello che siamo. La mostra è suddivisa in quattro sezioni: la prima "Tutto nasce dai semi" è un eccezionale compendio di una quantità indefinita di semi che caratterizzano il nostro vivere quotidiano (dal porro al legume, dal caffè al grano). Raccolti in decine e decine di contenitori di vetro fanno bella mostra sugli scaffali ben illuminati attirando l'interesse soprattutto dei bambini e degli adolescenti. La seconda sezione "Il viaggio e l'evoluzione degli alimenti" mostra come una grandissima parte dei cibi che utilizziamo quotidianamente e che reputiamo di origine nostrana provengano dai quattro angoli del mondo. Un'installazione multimediale in cui in un video tre attori mostrano come le ricette siano cambiate nel giro di secoli grazie anche alla disponibilità degli alimenti e dei quiz interattivi messi a disposizione dei visitatori completano l'obiettivo didattico di questa seconda sezione. La terza, "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" ha l'intento di dimostrare come  il rapporto cibo/chimica sia pressocchè inscindibile e che cucinare una carbonara debba avere le sue regole ferree. Anche in questa sezione sono presenti dei giochi didattici interattivi molto interessanti soprattutto per i bambini. Infine, l'ultima sezione è dedicata ai sensi che ci aiutano sempre (o quasi) a scegliere quello che può essere nocivo o meno per il nostro organismo. Questa parte è completamente interattiva e dedicata a chi voglia mettere alla prova soprattutto il proprio olfatto che spesso e volentieri viene tradito dalle informazioni in nostro possesso.
Sicuramente è da apprezzare una mostra del genere. Conoscere il cibo è conoscere noi stessi. L'intento è nobile anche se una maggiore mole di informazioni l'avrebbe resa più completa. Se per un pubblico adulto può risultare interessante anche se non esauriente, per i bambini e gli adolescenti sicuramente è un ottimo punto di partenza per far capire quanto il cibo sia importante nella vita quotidiana, considerato anche il fatto che l'ingresso alla mostra offre la possibilità di visitare gratuitamente il Museo di Storia Naturale.










giovedì 19 febbraio 2015

Sua Maestà la parmigiana di melanzane


La parmigiana di melanzane è sicuramente uno dei piatti più cucinati ed apprezzati in Italia. E per questo ha mille varianti e mille modi di prepararla. Ogni famiglia ha la sua tradizione, la sua tecnica, i suoi gusti. Con o senza uovo, melanzana infarinata o no, mozzarella o parmigiano o tutti e due insieme. L'importante è usare sempre materie prime di altissima qualità, sennò rinunciate!
Per il pranzo della Domenica l'ho preparata e poi coppata in modo tale da creare dei piccoli tortini.
La mia versione è senza mozzarella, nè uovo. Vi assicuro che il risultato è stato strabiliante, anche perchè questa volta ho provato ad infarinare le fettine di melanzane nella farina integrale bio e questo ha conferito al piatto una dolcezza e una delicatezza incredibile.

Ingredienti per una teglia media:

3 kg di melanzane lunghe
150 gr. di parmigiano reggiano o grana
3 confezioni di pelati (io ho usato i datterini pelati - di una dolcezza incredibile)
1 spicchio di aglio
1 litro di olio di arachidi per friggere
farina integrale qb

Preparazione

In una padella fate soffriggere lo spicchio d'aglio e poi versate il pomodoro. Salate e fate cuocere fino a che diventi molto denso, quasi cremoso. 
Tagliate le melanzane a fette sottili mezzo centimetro circa, passatele nella farina integrale bio e friggetele. Fatele asciugare su carta assorbente (mi raccomando cercate di asciugarle per bene sennò l'olio vi si presenterà al momento della cottura in forno) e salatele leggermente. 
Ora passate a comporre il piatto con i classici strati: melanzane, pomodoro, una manciata abbondante di parmigiano o grana e ancora melanzane,pomodoro e parmigiano fino a quando non avrete terminato gli ingredienti. Concludete con uno strato di pomodoro e una porzione generosa di formaggio. Cuocete a 180° per una ventina di minuti. Potete prepararla il giorno prima per quello dopo (tenendola in frigo e passandola in forno il giorno dopo), ma anche congelarla, servirla fredda o calda. Una delizia! Buon appetito!

mercoledì 18 febbraio 2015

Gnocchi al tegamino con salsiccia e friarielli (o broccoli)



Salsiccia e friarielli (o broccoli - come vengono chiamati in alcune zone della Campania) sono il duo perfetto. Spadellati e mangiati con una bella fetta di pane cafone, sulla pizza e al forno con gli gnocchi. La realizzazione è davvero semplice e la resa gustosissima! Seguitemi...

Ingredienti per quattro persone:

2 salsicce fresche
300 gr. di friarielli o broccoli
1 spicchio d'aglio
300 gr. di fiordilatte o mozzarella di bufala
80 gr. di parmigiano reggiano o grana
350 gr. di farina (io ho usato la tipo 1)
500 gr. di acqua
sale qb
olio evo qb

Iniziate a preparare gli gnocchi all'acqua (molto semplici da realizzare). Cliccando sul link troverete la ricetta completa: Gnocchi all'acqua



Fate soffriggere uno spicchio d'aglio e cuocete i vostri friarielli per una ventina di minuti. Aggiungete le salsicce sminuzzate e private della pelle e portatele a cottura. Salate e fate raffreddare.
Portate a bollore l'acqua, salatela e tuffateci gli gnocchi. Dopo circa tre minuti saranno pronti. Scolateli per bene e fateli amalgamare nella padella con la salsiccia e le verdure. Aggiungete la mozzarella a cubetti e una spolverata di parmigiano. Accendete il forno con la modalità grill e riempite i tegamini aggiungendo a copertura delle fettine di mozzarella e altro parmigiano. Infornate e quando si sarà fatta la crosticina croccante li servite in tavola. Sentite già il profumo,vero? Buon appetito!