martedì 16 giugno 2015

Castello di Fosdinovo, tra storia e leggenda



C'era una volta una donna nobile innamorata di un ragazzo della plebe. Venne rinchiusa nella torre di un castello e poi murata viva come punizione per il suo amore verso un uomo nelle cui vene non scorreva sangue blu. Si dice che la notte si aggiri per i corridoi in compagnia di altri fantasmi che dimorarono in quelle stanze secoli fa.


Quando possiedi le chiavi di un castello, uno vero, quando torni nella tua stanza che oramai il sole è tramontato da un bel pezzo e le condizioni atmosferiche iniziano a peggiorare e tuoni e lampi ti accompagnano mentre apri la porticina cigolante e il tuo cammino nelle stanze è illuminato solo da una torcia, allora puoi essere agnostico, ateo, pragmatico, ma il tuo cuore accelererà il battito e le gambe inizieranno a muoversi più velocemente per arrivare nella stanza dove alloggi.




E' innegabile che tutti subiamo il fascino di una fortezza medievale con tanto di torri merlate, ponte levatoio, prigioni e leggende su fantasmi vari ed eventuali. Muoversi liberamente tra le stanze ammirando arazzi, quadri, mobili antichi e panorami mozzafiato da ogni singola finestra immaginando dame, cavalieri e arcieri che difendono la fortezza da ogni angolo del camminamento merlato, è sicuramente un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita. Ti senti stranamente a casa tua, perchè nel momento in cui calpesti pavimenti millenari diventi tu stesso custode e padrone di una cultura che appartiene all'interà umanità.

Il Castello di Fosdinovo, appartenente alla famiglia Malaspina Torrigiani è una costruzione medievale del XII secolo che negli anni ha subito molte trasformazioni e, purtroppo, distruzioni. Grazie all'amore e alla passione dell'attuale proprietà, nel nome del Marchese Pietro Torrigiani Malaspina, questa splendida struttura, posizionata nel cuore della Lunigiana, sta vivendo un nuova vita. E' come un grandissimo libro da sfogliare, da vivere, odorare e toccare. All'interno si respira storia, mito, sofferenza e leggenda. Alcune stanze (in totale nove), sono state trasformate in un bed and breakfast che offre la possibilità agli ospiti di poter soggiornare a apprezzare una struttura di un valore inestimabile.
Storie di faide familiari, di Guelfi e Ghibellini, di amori, stanze con trabocchetti e porte segrete vi affascineranno e stregheranno e vi porteranno indietro nei secoli. Perchè la macchina del tempo esiste e ne avrete la prova.

Gli addetti sono sempre gentili e disponibili, la colazione è servita in una piccola stanza a vetri che vi permette di ammirare una vista davvero incantevole sul castello e sulla valle. Inoltre, è possibile effettuare anche delle visite guidate che vi porteranno a conoscenza della storia del castello e delle leggende che lo animano, di giorno e di notte (sconti previsti per chi alloggia nel b&b).

E' un'esperienza multisensoriale, con prezzi davvero accessibili a tutti, a pochi passi da Genova e Firenze, che davvero consiglio vivamente da fare almeno una volta nella vita.

b&b - Camera delle bifore





la meravigliosa stanza dove viene servita la colazione










Per info e contatti:


  • +39 0187 68 00 13 (B&B)
  • +39 0187 68 891 (Biglietteria)
  • +39 339 88 94 423 (Mobile)
  • +39 055 26 4288 (Ufficio Lo Spino Bianco)

Via Papiriana, 2
54035 Fosdinovo
Massa-Carrara
Italia

Ricordiamo per chi viene in macchina che l’accesso al parcheggio è praticabile solo entrando dal lato nord del paese. Non entrate nel borgo finché non vedete un piccolo benzinaio sotto il castello. Da lì prendere la strada (ignorate il cartello di divieto), fate tre curve ed entrate nella porta medievale del paese, continuate salendo e tenendo sempre la destra, troverete il parcheggio aperto. In fondo c’è un piccola porta grigia, suonate il campanello custode/reception.

Per autobus e pullman:

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER BUS DI LUNGHEZZA SUPERIORE ai 9mt:

 Si informa che i Bus superiori ai 9m sono obbligati di contattare l’ufficio competente della Provincia di Massa Carrara (anche inviando un fax) per ottenere l’autorizzazione di transito sulla SS 446 (dal Viale di Caniparola fino al borgo di Fosdinovo ) dato che la strada che collega Sarzana a Fosdinovo attraverso il borgo di Giucano non è praticabile per i bus. Ufficio Provincia tel: 0585 816400 fax: 0585816430.

giovedì 4 giugno 2015

Polipetti affogati (nel pomodoro)



Quando la materia prima è di grandissima qualità, basta poco per creare un piatto eccellente. Con i tempi di cottura giusti si possono creare ottime pietanze. I polipetti affogati (o purpetielli) sono semplici da realizzare e possono essere sia un primo (usando il sughetto con spaghetti o vermicelli) che un secondo.
Ingredienti per quattro persone

1 kg. di polipetti freschissimi
3 barattoli di pomodori pelati
2 spicchi d'aglio
olio evo qb
prezzemolo qb
sale
peperoncino (a discrezione)



Procedimento

Lavate sotto acqua corrente i molluschi, privateli delle interiora e della pelle. Fate soffriggere in una casseruola i due spicchi d'aglio, aggiungete il pomodoro e poi il pesce. Fate cuocere per una mezz'ora, controllate la cottura e salate. Impiattate con del pane tostato e abbondante prezzemolo o usate il pomodoro come condimento per degli ottimi spaghetti o vermicelli. Buon appetito!

ps ovviamente, mangiati sul mare hanno tutto un altro sapore!

lunedì 25 maggio 2015

Pasta e patate gratinata al forno


La pasta e patate è un piatto povero della tradizione che dà sempre grandi soddisfazioni al palato. Aggiungiamoci anche la gratinatura al forno e il cerchio si chiude: una vera e propria bontà. Semplice, economica e di grande effetto.

Ingredienti per quattro persone:

250 gr. di pasta mista (secondo le preferenze)
2 patate grandi
3 pomodori pelati o 2 cucchiai di concentrato
2 spicchi d'aglio
200 gr. di parmigiano reggiano
200 gr. di provola fresca (anche affumicata)
un mazzetto di prezzemolo fresco
pepe qb
olio evo qb
sale qb

Procedimento:

In una pentola mettete le patate pelate e tagliate a cubetti, l'aglio, il prezzemolo spezzettato grossolanamente con le mani, i pomodori, la metà del parmigiano e aggiungete acqua fino a coprire gli ingredienti. Poi un giro d'olio evo e il sale. Fate bollire il tutto per una decina di minuti e poi calate la pasta. Aggiungete altra acqua fino a coprirla tutto e fate cuocere per quattro o cinque minuti. Nel frattempo accendete il forno e portatelo a 180°. Nella pentola unite la provola e il pepe e fateli amalgamare al composto e trasferite tutto in una pirofila. Spolverizzate tutto con abbondante parmigiano e fate cuocere per un'altra decina di minuti. Controllate ogni tanto la cottura della pasta e quando sarà pronta, accendete il grill fino a formare la crosticina profumata. Buon appetito!




venerdì 22 maggio 2015

Coccoli o pasta fritta



Non c'è dubbio, uno tira l'altro. Mangiati caldi caldi, da soli, o accompagnati con prosciutto e stracchino oppure ripieni di alici. In Toscana si chiamano coccoli, in Campania semplicemente pasta fritta. Qualsiasi nome gli diate, sono goduria per il palato. E semplicissimi da preparare.

Ingredienti

1 kg di farina 0
600 gr. acqua
3 gr. lievito di birra
3 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio evo

Preparazione:

L'impasto è quello della pizza. Nulla più. In una ciotola mettete la farina setacciata e aggiungete man mano l'acqua nella quale avrete fatto sciogliere il lievito. Dopo qualche minuto inserite il sale e poi l'olio fino a incordatura. Ponete in frigo per almeno dodici ore e poi lasciate lievitare fino a raddoppio della massa. Scaldate in una pentola profonda dell'olio di arachidi ad una temperatura di 180° (in mancanza del termometro, ogni tanto immergete nell'olio uno stuzzicandenti, quando inizierà a fare le bollicine, la temperatura sarà quella giusta). Dalla massa, con le mani, staccate dei pezzetti di pasta (la grandezza dipenderà dai vostri gusti) e adagiateli nell'olio bollente fino a doratura. Poggiateli su carta assorbente, salate e servite caldi caldi. Buon appetito!

venerdì 10 aprile 2015

Sapore di vino

Ero seduto in cucina godendomi un bicchiere di vino rosso. Avevo appena stappato una bottiglia, la conservavo nella mia piccola cantina personale, quella che uso quando ho voglia di stare un po’ solo e godermi il silenzio e i tannini. L’avevo preso dolcemente tra le mani, come si fa con un neonato, lo avevo adagiato sul tavolo e ammirato. La mia era una vera e propria passione, un vero e proprio godimento dei sensi. L’avevo stappato delicatamente, ma con decisione, annusato il tappo e versato in un calice ampio. Mentre lo decantavo in un bicchiere profondo e abbastanza largo da contenere il mio naso, mi sembrava che respirasse. Sentivo il suo alito riempirsi di ossigeno. Stava recuperando le forze, stiracchiandosi come appena svegliato da un lungo sonno, stropicciandosi gli occhi e facendo un gran sbadiglio. Eravamo io e lui, sinceramente franchi. Alla vista, era di un colore rosso rubino, come quegli anelli degli aristocratici di un tempo che cangiano con la prospettiva della luce, e una tonalità porpora, come una parata di vestiti cardinalizi di una processione cattolica di grande importanza. All’olfatto, si percepiva un profumo vegetale intenso, quasi di sottobosco silenzioso e, avendo perso il carattere fruttato fresco, aveva sentori di spezie dolci come la cannella e di fieno tagliato. Lo avvicinai alla bocca, come se stessi per baciare una donna schiva e ritrosa, ma con un’ardente passione. Appoggiai le labbra al bicchiere ampio, chiusi gli occhi e mi preparai a godere. Un ruscello di nettare mi entrò nella bocca e ne invase tutti gli antri, tutte le mucose. Le papille gustative vennero inondate dal fluido rossastro e si eccitarono. Un caldo intenso mi partì dalle gambe attraversando tutto il corpo e inondandomi il viso, come una fanciulla che arrossisce al complimento del suo unico amore. Un brivido percorse la schiena, tutte le membra erano rilassate, ogni centimetro del mio corpo stava godendo del nettare degli dei. La mia eroina rossa, il mio assenzio color porpora, mi stavano donando orgasmi multipli e sensazioni estasiatiche. Sorso dopo sorso, lo sentivo attraversare la gola, scendere nello stomaco e risalire su, attraverso il suo profumo, nelle narici, donandomi attimi di pace, un vero nirvana. Pregavo un ipotetico Dio, al fine di farmi il dono, di trasformarmi in quelle molecole, per donare tutte quelle sensazioni ad un futuro degustatore come me. Volevo essere imbottigliato e stappato, ossigenato e goduto, fino all’ultima goccia. Faccio l’amore con il vino, la pasta, il pane, i sughi, le salse, le donne e con la vita intera. Non voglio che nel bicchiere ne rimanga una goccia, non voglio che esalando l’ultimo respiro, in me nasca il dubbio di un rimpianto. Voglio essere epicureo al cento per cento.

lunedì 9 marzo 2015

Un viaggio alle porte del Paradiso - il concerto del Maestro Morricone

Ci sono persone che non dovrebbero morire mai. Non solo la loro arte dovrebbe vivere in eterno, ma anche il loro corpo. La memoria non basterebbe, c'è assoluto bisogno della loro presenza che genera continuamente bellezza. Sono fabbriche di meraviglia, sono creatori di stupore. Non è la riproduzione fedele della loro arte a generare emozioni indescrivibili, ma la creazione istantanea di un momento che diventerà irripetibile grazie al semplice volteggiare delle mani e alla presenza di un corpo minuto e mai corroso dal tempo. Grazie Maestro Morricone, grazie per quei pugni nello stomaco e per quel viaggio alle porte del Paradiso.



lunedì 2 marzo 2015

Paccheri allo scarpariello


La semplicità di questo piatto è pari della sua straordinaria bontà. I paccheri allo scarpariello sono un piatto tipicamente campano di facilissima realizzazione, a patto che si usino materie prime di grandissima qualità!

Ingredienti per quattro persone:

320 gr. di paccheri (io ho usato quelli del pastificio Vicidomini)
250 gr. di pomodori freschi (vanno bene anche i datterino o Pachino)
1 confezione di pelati
2 spicchi d'aglio
50 gr. di parmigiano o grana grattugiato
50 gr, di pecorino grattugiato
olio evo qb
basilico a scelta
peperoncino a scelta

Preparazione:

fate soffriggere gli spicchi d'aglio e poi aggiungete i pomodori tagliati a spicchi e la confezione di pelati. Salate e lasciate cuocere. Nel frattempo portate a bollore abbondante acqua salata e calate la pasta. Scolatela al dente e tuffatela nel pomodoro mantecando il tutto con il parmigiano e il pecorino. A piacimento aggiungete basilico e peperoncino. Buon appetito!