mercoledì 18 gennaio 2012

Budino di mele per tutti!




Un misto tra frutta e dessert, senza zuccheri aggiunti, da consigliare soprattutto a quei genitori che hanno difficoltà a far mangiare la frutta ai propri bambini. La realizzazione è veramente semplicissima, la resa è di effetto assicurato, sia in termini visivi che di soddisfazione del palato.

Dosi per circa diciotto budini : 2 mele – 1 l. di succo di mela bio non zuccherato – una bustina di agar agar (importante: non uso la colla di pesce perché è un gelificante animale preso dalla cotenna del maiale, a dispetto del suo nome!) - 4 cucchiai di granella di nocciole – 2 cucchiai di cannella in polvere.


 Fate sciogliere a caldo l'agar agar in polvere in un pentolino con un bicchiere di succo di mela, poi aggiungete il resto del succo nel pentolino stesso (rircordatevi che l'agar agar, gelificante vegetale,  prevede di aggiungere il liquido freddo a quello caldo e non il contrario!), poi aggiungete le mele tagliate a dadini e la cannella. Versate il liquido negli stampini e riponete in frigorifero per circa tre ore.

Una volta che il budino si è rappreso, adagiatelo su un piatto e cospargetelo di granella di nocciole. Semplice, delicato e gustoso!













martedì 17 gennaio 2012

Gli "gnudi" di barbabietola





Mai termine fu più appropriato per una pietanza. Gli gnudi, privi del loro vestito, della loro sfoglia, si offrono al commensale senza scuse, senza se e senza ma. Provati per la prima volta ad un banchetto nuziale toscano, mi colpirono per la loro delicatezza e forza allo stesso tempo. Le varianti sono molteplici, ma credo che i più originali, sia in termine di gusto che di presentazione, siano quelli con la barbabietola. De gustibus. Tendono a stupire il commensale con il loro retrogusto dolce e delicato, possono essere catalogati come un primo piatto pur non contenendo carboidrati. Parenti lontani delle quenelle, più per l'aspetto e la cottura che per il sapore, li consiglio vivamente per un pranzo nel quale vogliate sorprendere i vostri ospiti.



Ecco le dosi per una ventina di gnudi: 300 gr. di barbabietola (al supermercato la si trova già cotta e messa sottovuoto) – 250 gr. di un'ottima ricotta di pecora – 35 gr. di parmigiano reggiano – 40 gr. di pangrattato – 25 gr. di fecola di patate – 1 uovo – sale e pepe qb.

 Procedimento: scolate bene la barbabietola e frullatela, aggiungetela alla ricotta e fate ridurre il composto per qualche minuto in un pentolino, stando attenti che non si attacchi. Bisogna cercare di ridurre il più possibile la quantità liquida, affinché in cottura non si sfaldino. Fate raffreddare il tutto a temperatura ambiente e poi aggiungete il resto degli ingredienti. Amalgamate bene il composto e fatelo riposare per una ventina di minuti. Nel caso in cui vi sembri ancora leggermente liquido, potete aggiungere uno o due cucchiai di fecola di patate per renderlo più compatto. Portate ad ebollizione una pentola d'acqua (non salatela) e iniziate con due cucchiai a fare delle quenelle e tuffatele con delicatezza nell'acqua bollente. Aspettate una trentina di secondi e con molta delicatezza appoggiatele su di un piatto. Possono essere servite con una spolverata di parmigiano e un filo d'olio oppure con burro e salvia. Da provare, sono davvero ottimi! Buon appetito!


lunedì 16 gennaio 2012

Una meravigliosa "cioccopere" vegana





Come è possibile realizzare una simile bontà senza utilizzare latte, uova e burro? Come è possibile crearla così soffice e così favolosamente delicata? Prendete carta e penna che ve lo dimostro:

150 gr. di amaretti secchi – 150 gr. di farina 0 – 50 gr. di farina integrale – 100 gr. di frumina (è l'amido del frumento) – 350 gr. di cioccolato fondente al 70% - 500 ml. di latte di riso o soia – 1 bustina di lievito per dolci – 3 pere mature e due scatolette di pere sciroppate -90 gr. di zucchero di canna.



Miscelate le tre farine con gli amaretti polverizzati, il lievito, lo zucchero. A parte fate sciogliere il latte con il cioccolato fondente a bagnomaria. Versate quest'ultimo composto nella miscela di farine e amalgamate bene. Nel frattempo avete sgocciolato le pere e tagliate a tocchetti. Versate metà del composto (farina + latte) in uno stampo per torte precedentemente oleato e aggiungete le pere a cubetti, coprite con il restante composto. Nel frattempo avevate acceso il forno a 200° e quindi potete infornare la vostra torta. Non aprite assolutamente lo sportello del forno durante la cottura, sennò la vostra torta si sgonfierà. Fate cuocere per 40 minuti e raffreddare per una decina di minuti. Provare per credere, è una bontà unica!

Ps ricetta presa dal libro “Le ricette dei magnifici 20” del mio caro amico Marco Bianchi
pps. Provate ad aprirla a metà e spalmatela di marmellata all'albicocca senza zucchero, attenzione a non svenire per il piacere! :)


venerdì 13 gennaio 2012

Polpette vegane di farro


La settimana scorsa ho comprato presso un negozio di cibi naturali delle crocchette di farro (cereale che amo particolarmente) ed essendo un curioso di natura sono andato a leggere l’etichetta (cosa che consiglio a tutti voi di fare con tutti i cibi che comprate): ebbene, su cento grammi di prodotto, solo il 5 percento era costituito da farro! Per carità, il resto erano patate, broccoli e altri vegetali, ma io avevo chiesto delle crocchette di farro! Così ho deciso di prepararmele da solo e metterle nel congelatore, così in una mossa ho risparmiato denaro (i prodotti con la scusa del naturale te li fanno pagare cari) e ho in frigo un piatto preparato da me e quindi so cosa vado a mangiare.

 Ecco la ricetta per circa diciotto polpette medie : 300 gr. di farro della garfagnana -  2 carote medie – una manciata di spinaci crudi – una patata – tre cucchiai di semi di lino – un cucchiaio di cumino o garam masala in polvere – due cucchiai di olio evo – sale qb. Fate cuocere il farro per circa 30 minuti a partire dall’ebollizione, scolatelo e fatelo raffreddare (negli ultimi cinque minuti di cottura inserite la patata a cubetti in modo che possa lessarsi e scolatela con il farro).

 Con il frullatore ad immersione create una crema (per quanto possibile, visto che i chicchi del farro non si prestano facilmente a questo lavoro). A parte tritate gli altri ingredienti rimanenti e aggiungete l’olio, il cumino e il sale. Incorporate il farro e la patata schiacciata e create un composto omogeneo. Se dovesse risultarvi troppo denso potete aggiungere dell’amido di mais o del pan grattato. Con il composto create delle polpette di media grandezza, passatele nel pan grattato e adagiatele su una teglia con carta da forno spennellata di olio. Nel frattempo avrete riscaldato il forno a 200 gr. con il grill, inserite la teglia nella parte più alta in modo tale da creare la crosticina e dorare le polpette. Tempo cinque, dieci minuti e saranno pronte. Ottime accompagnate da un’insalatina fresca o dallo yogurt greco. Buon appetito! 

giovedì 12 gennaio 2012

Un delizioso plumcake vegano






E’ possibile creare un dolce senza latte, uova e burro? La risposta è inequivocabile: si! E la resa sarà la stessa?  Certo, anche migliore per alcuni versi.  Non sono né vegano, né vegetariano, ma apprezzo molto alcuni cibi che, non utilizzando né latte e suoi derivati né uova, ci permettono di vivere in maniera più sana. Questo plumcake è di semplicissima preparazione, è leggero e ha un ottimo sapore. Adatto per la colazione oppure accompagnando una tazza di tè, ci permette di fare anche il bis grazie a un numero contenuto di calorie (ovviamente tenendo presente che rimane sempre un dolce). 

Ecco a voi le dosi: 200 gr. di farina integrale – 250 ml. di latte di soia – 250 gr. di mirtilli  - 60 gr. di olio evo – 150 gr. di zucchero di canna – un pizzico di sale – un pizzico di cannella - ½ bustina di lievito.

Incorporate in un contenitore ampio la farina con lo zucchero, aggiungete l’olio a filo, il pizzico di sale e poi il latte di soia, continuando a mescolare. Infine i mirtilli e la mezza bustina di lievito.  Nel caso in cui l’impasto fosse troppo solido o troppo liquido, non preoccupatevi! Nel primo caso aggiungete altro latte di soia, nel secondo altra farina, fino a raggiungere la densità ottimale. Infornate a forno caldo a 180° per 40 minuti. Lasciate raffreddare per qualche minuto e servite, vi assicuro che rimarrete a bocca aperta per la sua bontà! Buon appetito




giovedì 5 gennaio 2012

Una focaccia veloce veloce!

Post dedicato agli amanti del “salato”, a tutti coloro che non possono fare a meno di pizze, pizzette, calzoni, rustici e focacce!Questa volta non mi perdo in convenevoli , ecco a voi le dosi. Se volete una focaccia bella alta, con un diametro di 25 cm circa (in modo tale da poterla farcire come un panino), raddoppiate le dosi. 450 gr. di farina 0, 220 ml di acqua, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaio di sale, un cucchiaio di olio evo, salvia o rosmarino a piacere. Setacciate la farina e aggiungete il cucchiaino di lievito, lo zucchero, l’acqua e l’olio. Mescolate per bene e aggiungete il sale (sempre lontano dal lievito mi raccomando) e la salvia o il rosmarino. Lavoratela per qualche altro secondo e stendetela su una spianatoia infarinata.
 Nel frattempo prendete una teglia, spalmate il fondo di olio e adagiatevi la focaccia. Spennellatela con dell’olio e copritela con della carta da cucina trasparente. Fatela lievitare per circa venti minuti in un posto caldo e poi la infornate a 200 gradi. Il tempo di cottura si aggira sui venti/venticinque minuti a secondo del forno che avete. Una volta cotta qualche granello di sale grosso la renderà più gustosa, buon appetito! Ps consiglio anche la variante con fettine di cipolla messe prima della cottura della focaccia, davvero speciale!



martedì 3 gennaio 2012

Sapori toscani: i cantucci


Conosciuti come cantucci, altrimenti detti biscotti di Prato, rappresentano uno dei vanti culinari della toscana. Da accompagnare con il più famoso Vinsanto, allietano il dopo pranzo della popolazione toscana e non. La ricetta che posterò, dell’autentica tradizione toscana, è molto semplice e veloce, ma necessita di due accorgimenti speciali : la stesa dell’impasto e la cottura. Per quanto riguarda il primo accorgimento, essendo l’impasto molto, molto morbido, si attacca alle mani, quindi armatevi di pazienza e infarinatevi le mani prima di andare a stendere. Per quanto riguarda la cottura, va’ fatta in due momenti, il primo per solidificare i filoncini e il secondo per andare a tagliare e a dare la classica forma del cantuccio. In questa seconda fase si può scegliere se creare dei biscottini più morbidi o più croccanti (ovviamente più croccanti li si vuole, maggiore sarà la cottura in forno).





Ma andiamo per gradi. Ingredienti: 300 gr. di farina – 2 uova intere – 50 gr. di burro – 1 cucchiaio di latte – 2 cucchiaini di lievito – la scorza grattugiata di un’arancia non trattata – 200 gr. di mandorle (o nocciole) – 250 gr. di zucchero.  Per abbreviare i tempi posso consigliare di non tostare le mandorle o le nocciole (io preferisco quelle già pelate), perché la fase di tostatura avverrà con la cottura dei biscotti. Preparazione: sciogliete il burro nel latte e aggiungete il composto nella farina setacciata, poi tutti gli altri ingredienti, ricordando di mettere per ultimo il lievito e poi le mandorle o le nocciole. Impastate per bene (magari facendovi aiutare da un mestolo di legno) e create dei filoncini che andrete ad adagiare con molta cura su una teglia da forno. Ovviamente a forno caldo (200°), andrete a far cuocere per circa 20 minuti. Quando iniziano a prendere colore, con un coltello andateli a tagliare e a dare la forma dei cantucci. Fate cuocere per un’altra decina di minuti e assaggiatene uno se necessario. La cosa più importante è che l’impasto all’interno sia cotto, poi starà a voi decidere se continuare la cottura per averli più croccanti o fermarla per mantenerli più morbidi. Se fate il doppio o il triplo dell’impasto, vi consiglio di metterli in scatole di latta, in modo tale da conservarne la fragranza per qualche giorno (ovviamente essendo privi di conservanti non rimarranno freschi a lungo). Sono davvero speciali, consigliato!